La recensione di Christian Roccati su mountainblog.it

02.09.2012 23:00

Renzo Dirienzi è un appassionato di montagna che vive a Chiusa Pesio, in Piemonte, benché sia originario di Genova. Molti sciatori lo conoscono per la sua prima grande pubblicazione “Le Nevi del Marguareis“. Questo titolo è noto perché si tratta di una precisissima ed eccellente guida per lo scialpinismo nella valle di Pesio, vicino a Mondovì.

Per dirla in maniera classica… forse non tutti sanno che Renzo è anche un ottimo narratore e che da poco ha dato alla luce il suo primo romanzo. Generalmente, per chiunque faccia editoria di montagna, il primo libro è sempre un difficilissimo passo. Ci si presenta al grande pubblico e sovente si capisce che cosa davvero si ha generato dopo qualche anno e migliaia di commenti…

In questo caso, il primo romanzo di questo autore è già una buona scommessa! Il libro è accattivante a partire dal titolo “Le stanze segrete delle montagne“. Rivela di per sé la grande passione di Dirienzi, che noi possiamo associare ad un’estrema conoscenza del territorio. Ciò che invece cela è uno stile impeccabile, talmente erudito da apparire quasi un esercizio di stile… ed una grande sorpresa…

Questo volume infatti non è un libro di montagna in senso stretto… ma è piuttosto legato ad un altro genere… (che non vi svelo per non rovinarvi appunto …la sorpresa!). La montagna ed il suo amore non sono il fulcro del tomo, ma semplicemente il luogo in cui accadono gli eventi narrati.

A chi consiglio questo volume? A chiunque ami quei luoghi ed abbia voglia di scoprire una storia particolare, perfettamente incasellata negli eventi locali delle decadi passate, la cui natura ancora oggi resta sconosciuta e dubbiosa. A chi ami una costruzione semplice, ma con un linguaggio molto particolare e ricercato. A chi voglia alternare i più classici libri sulla lotta con l’Alpe… con qualche cosa di diverso, di nuovo, frutto di una grande passione e di una fervida fantasia. Di certo non lo consiglio a chi immagina un libro di Corona, De Luca o di uno dei classici… perchè si tratta di un prodotto innovativo… un’opera completamente diversa. Curiosi?
 

(tratto da http://www.mountainblog.it/christianroccati/?p=411)

Christian Roccati
Accademico e membro del gruppo alpinistico "Testimonial" del GISM

http://www.christian-roccati.com/

 

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